Come nasce la nostra carta dei vini? - Berberè
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Berberè

Come nasce la nostra carta dei vini?

Dietro ai vini c’è sempre un mondo affascinante, fatto di storie, saperi antichi e di passione. Fin dall’inizio abbiamo scelto di valorizzarlo creando una carta de vini che potesse raccontarlo al meglio. Scegliamo, infatti, vini provenienti da piccole cantine sparse in tutta Italia, che si concentrano su una produzione limitata di bottiglie: poche, ma buone! Non troverai in carta prodotti industriali, ma solo quelli che seguono precetti di artigianalità e sostenibilità che contraddistinguono la nostra filosofia. Per raccontarti meglio la nostra carta dei vini, decretata la migliore nella Top50pizza, la classifica delle migliori pizzerie in Italia, abbiamo fatto quattro chiacchiere proprio con chi la crea, la nostra Ylenia Esposto, retail manager di Berberè.

In che cosa si differenziano i vini naturali rispetto agli altri vini?
I vini naturali sono quelli che provengono da uve biologiche senza aggiunta di solfiti. Di base non c’è una certificazione per i vini naturali ma esiste quella per i vini bio/biodinamici, però ci sono delle associazioni di produttori che seguono un disciplinare interno. Per me i vini naturali sono quei vini che raccontano una storia, lo puoi sentire dai profumi, dai colori e dai sentori che lasciano in bocca.

Come scegli i vini da inserire in carta?
E’ chiaro che i vini per essere scelti devono essere buoni prima di tutto, poi però penso sempre che negli ultimi 10 anni siamo stati abituati a bere vini commerciali che ci hanno tamponato il palato e non distinguiamo più cosa è oggettivamente buono o cosa ci hanno costretti a bere, tanto che molto spesso quando sentiamo sapori diversi dall’usuale diciamo “quel vino non va bene”.Io sono andata sempre a cercare chi il vino lo sa fare bene, ma bene veramente, chi nella fatica di tutti i giorni prova a costruire con pochissime quantità dei piccoli gioielli, chi produce rispettando l’etica del lavoro e l’etica della terra, chi ha deciso di parlare direttamente con la vigna e non con l’industria. Per me tutti i produttori che ho scelto sono degli amici che stimo molto.

C’è una storia di un vino o di una cantina che ti ha particolarmente appassionato e per questo hai deciso di inserire quel vino in carta?
Ogni vino racconta davvero una storia. Ne è un esempio quella di Dino Briglio di Acino vini che in Calabria ci è rimasto per lavorare con la sua vigna o come lo stesso Cataldo Calabretta, di Calabretta. Sicuramente la storia che mi piace sempre raccontare è quella di Adriano Galli  che, fino a qualche anno fa, era uno stampatore di libri arte e ha lasciato tutto per prendere in mano, con l’aiuto e l’amore di Isabella (sua moglie) dei terreni abbandonati da 40 anni, nelle Marche per dare vita alla Cantina Valturio ma soprattutto ha dato la possibilità a dei ragazzi/uomini reclusi di trovare nella terra una nuova vita (qui un articolo del Corriere che parla di questa bellissima storia)

C’è una regola universale per abbinare i vini alla pizza?
La regola che più mi piace è la libertà di scelta 🙂 

La nostra carta dei vini la trovi consultabile direttamente sul sito. Per assaggiarli, insieme ad una pizza buonissima, non ti resta che prenotare!